Ebook per la scuola

Libri scolastici su internet, manuali online, testi digitali per la scuola, ebook navigabili ecc ecc… Sei un prof e vuoi saperne di più?

Ecco la sbobinatura del seminario di Noa Carpignano tenuto all’Università di Padova in occasione del convegno già segnalato.

Tutto il contenuto del seminario, più qualche commento, è diviso (e abbondantemente e significativamente illustrato) in 6 post per rispondere a cinque domande fondamentali sugli ebook che dal 2011 dovranno (secondo la circolare) essere adottati:

0- Premesse
1- Cosa si pensa che siano i testi digitali per la scuola?
2- Cosa invece dovrebbero essere?
3- Come la mettiamo con l’accessibilità?
4- Perché la pirateria non deve far paura?
5- Perché le scuole non devono subire il cambiamento e come possono essere parte attiva

Annunci

Insegnanti di Padova e dintorni: convegno

Cultura senza barriere

Seminari gratuiti alla Facoltà di Psicologia di Padova, il 18, 19, 20 febbraio
Attenzione, iscrivetevi perché non sono ammesse presenze superiori alla capienza ufficiale delle aule 🙂
Seleziono e segnalo, nel programma dei seminari, quelli che penso potrebbero interessare agli insegnanti:
(cliccando sul nome andate alla presentazione del relatore, sul titolo andate all’abstract del seminario)

Giovedì 18
ore 15: Stefania SpinaL’integrazione di approcci formali e informali nell’apprendimento in rete. Il caso dell’italiano per stranieri

ore 16: Gianpiero LotitoEmigranti digitali. La generazione che ha guidato la trasformazione del mondo

Venerdì 19

ore 14: Noa CarpignanoI libri liquidi: presente e futuro anteriore dei testi digitali per la scuola

ore 14: Maria Grazia FioreInvisibile agli occhi. Disabilità cognitive e relazionali nella Rete

ore 15: Edoardo Arslan ed Elisa Di Luca L’impairment uditivo negli studenti universitari

ore 16: Maurizio VittoriaAccessibilità della Cultura: audiolibri, full text ed eBooks come validi aiuti per le categorie svantaggiate

Sabato 20

ore 10: Alberto Ardizzone e Federica ScarrioneLa condivisione delle conoscenze come buona pratica a scuola e nella pubblica amministrazione

ore 10: Valeria Brigatti e Cristian BernareggiTrompe-l’œil: la matematica non è solo come la vediamo

ore 11: Laura CorazzaInternet e la società conoscitiva. MELAstudio e i canali web per la cultura pedagogica

ore 12: Giuliana GuazzaroniComunità di pratica e Social Learning

ore 16: Maria Pietronilla PennaL’apprendimento in rete: riflessione generale sugli strumenti a disposizione, i problemi aperti e le prospettive future

Piccola rassegna stampa

Sono finite le vacanze, vi siete persi qualcosa?

Qui una serie di articoli, post e ghiottonerie assortite:
La scuola nelle caverne, di Renzo Renzetti
Da Goisis a Cota: regionalizzazione o razzismo? di Giuseppe Aragno
La scuola, il futuro e altre ambiguità: lettera aperta alla sinistra che vorrei, di Mario Rotta
Il più grande licenziamento di massa della storia della nostra Repubblica, di Pupi di Zuccaro
Gian Arturo Ferrari contro l'”ideologia di internet”, di Luca de Biase
Diventare insegnanti: ecco le nuove regole, di Redazione Bloglavoro
Diaspora dei docenti e svalorizzazione della scuola. Inabissare la legge Aprea di Gemma Gentile

Maccheccarina.

Scan(2)of

E anche in Francia…

(via rochet)

Nuovo DDL Aprea.


La vedo nera, nera assai.
E quella degli insegnanti – non offendetevi, se state leggendo probabilmente siete tra i pochi svegli – è una categoria di morti di sonno.
È, il mio, sicuramente un commento “a caldo”, ma tra quelli di ruolo che se ne lavano le mani, e i precari che inizieranno a litigare fra loro per la questione della mobilità…
Consiglio di seguire la vicenda su foruminsegnanti.

MEMEnto [g]audere semper

E lo sapevo che, prima o poi, qualcuno mi ci avrebbe tirata dentro 🙂
Ci ha pensato Palmy e, visto che è una roba tra prof (oddio, non so dov’è incominciata, ma gli ultimi passaggi…) non posso tirarmi indietro.
Ovviamente non citerò quelli che ho visto essere presenti negli ultimi tiri di dadi, ma di buoni blog scolastici – o comunque profgestiti – ce ne sono parecchi, e quindi approfitterò dell’occasione per citarne qualcuno, come prescritto.

Queste le regole del gioco:
Indicare il blog che vi ha nominato con annesso link.
•Descrivere le regole di svolgimento
•Scrivere 6 cose che si preferisce fare
•Nominare altri 6 blog tramite i quali dovrebbe proseguire il meme
•Lasciare un commento su tutti e 6 i blog appena citati

Dicevo, mi ha citata Palmy, a sua volta citata da Salvomenza, a sua volta citato da Annarita che fu citata da Enzo che… o vè, non è un prof 😀
Però è comunista dichiarato. Perla rara, di questi tempi.

Ora ottempero:
6 cose che mi piace fare
Occorre una precisazione: sarebbe più corretto “che mi piacerebbe fare più spesso”

1) Saltellare per la blogosfera.
2) Rovistare su e-bay (adoro le tazze da tè inglesi vittoriane e edoardiane, quelle decò e quelle giapponesi della stessa epoca).
3) Frugare le pagine di victoriassecret alla ricerca di costumi, che regolarmente non acquisto, pensando a quando sarò acciottolata in riva al mare.
4) Annoiarmi in riva al mare pensando a quante cose potrei fare davanti al monitor.
5) Fare il creme caramel.
6) Andar per librerie e mercatini di brocantage tirando occhiate alle vetrine fashion sognando una vita in rosa shopping.

ed ecco i 6 blog:

Buona vita, come scrive Agati 😉

(e ora mi tocca andare a lasciare un commento a ciascuno… lo faccio questa sera eh!)

Libri scolastici digitali: qualcosa si muove!

garamond.gif bbn.jpg

Avevo già segnalato una nuova casa editrice (BBN) che pubblica e-book scolastici.
La questione dei libri di scuola digitali è da alcuni anni dibattuta su forum e blog, ma spesso la discussione – carta sì, carta no, peso e costi – si concentra sul fatto che le case editrici hanno poco interesse a pubblicare testi scolastici online e che questi resteranno un miraggio.
Quindi ben volentieri avevo postato a proposito di BBN, anche in virtù del fatto che pubblica contenuti con licenza Creative Common (e su questo blog, sapete, si segnalano risorse gratuite).
Posso anche spingermi a polemizzare sul fatto che non sia stata prestata da parte dei media alcuna attezione alla nascita di questa iniziativa ma, si sa, alcune notizie sono scomode ed è più facile seguire gli ordini di scuderia (e lapidare gli insegnanti).
Ho letto però in questi giorni che un altro editore ha pubblicato testi digitali.
Garamond infatti ha aperto una sezione con alcuni testi per le scuole superiori.
Bene, la storia si fa interessante, pare che si smuova un po’ il mercato 🙂
Può darsi che anche i colossi, ancora arroccati sulle loro posizioni, siano costretti a rinnovare i cataloghi, a vantaggio degli studenti e del bilancio delle loro famiglie – e forse anche della qualità.

Esaminiamo quindi da vicino le caratteristiche e le differenze tra le due offerte.
Infatti a prima vista potrebbero apparire concorrenti, ma vedremo che i due editori si muovono in modo diverso.

Per prima cosa noto che in entrambi i cataloghi non ci sono ancora molti testi (ma questo è accettabile, essendo novità) e che non ci sono testi in comune (cioè testi della stessa materia per lo stesso corso di studi).
Ma vediamo punto per punto:

I saggi:
BBN: per avere il saggio bisogna scaricare un foglio, compilarlo e spedirlo alla casa editrice, ci arriva il link con la password per scaricare il saggio completo.
Garamond: basta registrarsi e si può scaricare il file, ma di un solo capitolo.

Il peso dei file:
BBN: i testi sono divisi in moduli, i primi 4 moduli del testo di storia per licei – che corrispondono al programma del primo anno – pesano mediamente 1,7 mega.
Quindi tutto il testo (599 pag.) peserà approssimativamente 6,8 mega, per una media quindi di 0,01 a pag.
Garamond: un solo capitolo del testo di grammatica (94 pag) pesa 3,2 mega per una media di 0,03 a pagina.
Sembrerà un conto barbino, ma io che viaggio (mannaggia) con la 56k questi conti me li faccio, perché tre volte tanto significa che mi scarico 18 mega invece di 6… °_°
Segnalo anche che non è l’apparato iconografico a pesare di più nel testo di Garamond, perché è più ricco l’altro.

Il numero di pagine:
BBN: dichiara il numero di pagine per ogni file – pure per quelli gratuiti (e il peso nella pagina del download).
Garamond: non ci dice di quante pagine è composto il testo (e neanche quanto pesa).

Il prezzo:
Qui la differenza si fa importante: sebbene sia difficile fare un paragone tra i prezzi (anche perché non c’è corrispondenza fra i testi, non abbiamo il numero di pagine ecc…) risulta evidente che la politica applicata dalle due case editrici è concettualmente diversa.
BBN: stabilisce un prezzo per ciascun testo (dichiara che è circa il 50% in meno di un corrispondente testo tradizionale) e – qui la novità – rilascia per le scuole delle licenze collettive, come se i testi fossero un software, ad un prezzo ancora inferiore.
È possibile comunque acquistare il libro in modo autonomo, al prezzo dichiarato di copertina.
Garamond: ha stabilito un prezzo unico per ogni testo, indipendentemente dalla materia o dal numero di pagine. I testi costano poco: 9,90 euro l’uno, non sono previsti acquisti di classe.

La licenza:
Anche qui la differenza è di approccio.
BBN: rilascia i testi con una licenza collettiva (visionabile sul sito) che consente agli insegnanti di fotocopiare, duplicare, distribuire liberamente i contenuti.
Garamond: non fa cenno di questo, evidentemente l’approccio è ancora quello dell’editoria tradizionale.

Gli aggiornamenti:
È chiaro che, in entrambi i casi non si parlerà più di ristampe! evviva! 😀
BBN: gli aggiornamenti sono gratuiti, segnalati sul sito e via mail agli insegnanti che hanno adottato.
Garamond: gli aggiornamenti sono gratuiti nell’arco dell’anno scolastico dell’acquisto.

I supporti free (approfondimenti e robe varie):
Entrambi gli editori mettono a disposizione contenuti aggiuntivi, ma:
BBN: basta registrarsi al sito e tutti i file free, di qualsiasi materia, sono scaricabili da chiunque.
Inoltre sono rilasciati con licenza Creative Commons, questo significa che se io prendo un file e lo pubblico sul mio blog, e ve lo faccio pure scaricare, devo solo citare la fonte (e non lucrarci, of course).
Garamond: gli approfondimenti sono free, ma solo per chi ha adottato il testo.
Anche qui, l’atteggiamento di Garamond mi pare ancora troppo legato all’editoria classica.
Penso che, in rete, si debba essere un pochino più… generosi 😀

I testi:
Paragonare i testi da un punto di vista di qualità di contenuti è, almeno in questa fase, impossibile. Per prima cosa dovrebbero esserci due testi della stessa materia e poi, per poter fare un’analisi seria… dovrebbero essere della mia materia! 😀
Quindi se fino ad ora ho riportato dati di fatto, su questo posso solo offrirvi la mia impressione:
BBN: I testi – lo leggo sul sito, ma basta scaricare il piano dell’opera di storia per rendersi conto – sono stati progettati per essere digitali. Sono modulari, componibili ecc.
Garamond: A me sembrano testi normalissimi, la lavorazione dei quali invece di arrivare alla tipografia si è fermata al file pdf.
Entrambe le case editrici utilizzano i link all’interno del testo, devo dire però che visivamente i testi Garamond sono decisamente più scarni.

In ultimo… il sito:
Mi sarebbe piaciuto analizzare per bene pure questo aspetto, ma non ho le competenze per farlo.
Anche da questo punto di vista ci sono molte differenze tra i due, ma non ci capisco molto di grafica, e neppure di webmarketing, e magari ci sono scelte dettate da motivi di questo genere che non riesco a comprendere.
Mi limito al visibile:
BBN: il sito è molto curato e si vede che è fatto da professionisti, però c’è molto materiale dentro e la navigazione è poco intuitiva.
Garamond: il sito è artigianale, ma pulito e immediatissimo, ai testi si arriva con un click.

Basta così: questo post mi ha portato via un pomeriggio intero, più di ricerca che di scrittura, ovviamente.
(ma l’avete davvero letto tutto? °_° vi prego, ditemelo: io non ci credo che qualcuno legga un post così lungo fino in fondo!)