Ebook per la scuola

Libri scolastici su internet, manuali online, testi digitali per la scuola, ebook navigabili ecc ecc… Sei un prof e vuoi saperne di più?

Ecco la sbobinatura del seminario di Noa Carpignano tenuto all’Università di Padova in occasione del convegno già segnalato.

Tutto il contenuto del seminario, più qualche commento, è diviso (e abbondantemente e significativamente illustrato) in 6 post per rispondere a cinque domande fondamentali sugli ebook che dal 2011 dovranno (secondo la circolare) essere adottati:

0- Premesse
1- Cosa si pensa che siano i testi digitali per la scuola?
2- Cosa invece dovrebbero essere?
3- Come la mettiamo con l’accessibilità?
4- Perché la pirateria non deve far paura?
5- Perché le scuole non devono subire il cambiamento e come possono essere parte attiva

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Piccola rassegna stampa

Sono finite le vacanze, vi siete persi qualcosa?

Qui una serie di articoli, post e ghiottonerie assortite:
La scuola nelle caverne, di Renzo Renzetti
Da Goisis a Cota: regionalizzazione o razzismo? di Giuseppe Aragno
La scuola, il futuro e altre ambiguità: lettera aperta alla sinistra che vorrei, di Mario Rotta
Il più grande licenziamento di massa della storia della nostra Repubblica, di Pupi di Zuccaro
Gian Arturo Ferrari contro l'”ideologia di internet”, di Luca de Biase
Diventare insegnanti: ecco le nuove regole, di Redazione Bloglavoro
Diaspora dei docenti e svalorizzazione della scuola. Inabissare la legge Aprea di Gemma Gentile

Tempo di adozioni, che fanno gli editori?

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Divertente botta e risposta sul tema dell’editoria scolastica digitale.
In questo periodo volteggiano in sala insegnanti i rappresentanti delle case editrici.
Pagati per dirvi scemenze: se vi state chiedendo cosa pensano e cosa stanno combinando gli editori qui trovate un altro punto di vista.
E se vi intortano con la questione del blocco delle adozioni e vi dicono che quello che scegliete ora ve lo dovete ciucciare per i 5/6 anni a venire… prendetevi il tempo di leggere bene la circolare.
E se pensate all’alternativa vi rimando a questo (vecchio, ma sempre attuale) post, con una raccomandazione: fate ricerche in rete e valutate la qualità di ogni prodotto, la fretta è cattiva consigliera.

Facciamo un sessantotto.

Anche a me, come alla stella nazionale, piacerebbe portare indietro l’orologio della scuola. Non di tanto… giusto 40 anni, ma mi potrei accontentare di 32 – fate un po’ il conto.
Non avevamo internet, ma le informazioni arrivavano perché c’erano orecchie per sentire. Non c’erano blog, ma i ciclostili bastavano perché c’erano occhi per vedere.
E avevamo qualcosa che ora non abbiamo più, e non manca solo tra le nuove generazioni, ma è andata perduta anche quella che c’era fra noi, noi (quasi) vecchi. Parlo della coesione.
Mica che si fosse tutti d’accordo, no no.
C’erano i rossi, i neri e i bianchi, e si litigava anche all’interno della stessa fazione.
La coesione, dicevo. Quella che ci permetteva di litigare, appunto, senza perdere di vista gli obiettivi, quella che c’era non solo tra noi studenti, ma anche tra, e con, gli insegnanti e la classe operaia (cioè i genitori).
L’abbiamo persa noi, quelli della nostra generazione intendo, e quindi non abbiamo potuto trasmetterla ai nostri figli, ai nostri allievi. Complice l’allure da sfigati che lo yuppismo ha incollato agli ex sessantottini.
E ora?
Non basta più un nemico comune, specialmente se non lo si riconosce. Ed è facile non riconoscerlo perché non solo, come prevedibile, cambia faccia ad ogni passaggio, ma anche perché, per la prima volta forse, ha perso i contorni e pure i confini. Il nemico si muove sul terreno sempre più ampio della globalizzazione e noi su quello sempre più stretto, e misero, dell’individualismo.

Comunque, visto che questo è un blog di risorse per la scuola vi propongo una bella serie di link.
Così, nonostante quello che ho scritto, non potrò essere accusata di disfattismo: son vent’anni almeno che non è più considerabile capo d’accusa, ma io spero sempre che qualcuno si ricordi di cosa vuol dire, e che magari lo spieghi a figli e allievi.
Già che ci sono oso sperare anche qualcosa di più, spero che andiate a leggere gli articoli che segnalo: stampate, ciclostilate, ditribuitene tutti.
Diamoci da fare perché altrimenti, a proposito di merito, avremo davvero quello che ci meritiamo.

Sulla scuola
La scuola non è monnezza
Moralmente turpi

Sulla Gelmini
Così la Gelmini diventò avvocato…
La Gelmini avvocato in Calabria
Il Mistero Gelmini
La tavola rotonda rosa

Dalla Gelmini
Gelmini: la politica sulla scuola ha rubato il futuro della mia generazione
I precari non sono un problema mio

Alla Gelmini
Il Sessantotto e le ragioni del ministro Gelmini
Caro Ministro Gelmini
L’Ocse sbugiarda la Gelmini: ottima la scuola elementare
Il 97% per le spese del personale? Non è vero

Sulla riforma in generale
Michele Serra su la Repubblica
Sul [vero] perché di tante cose
L’idea di Riforma Gelmini è l’infeudalizzazione della scuola
La Gelmini, Tremonti e il pretesto del ’68
I diversivi della Gelmini e i tagli di Tremonti
2008 – 1902. Ovvero “Dimmi quando, quando, quando”

Sui grembiuli (problema di poco conto, vero)
Giusto una vignetta

Sul maestro unico
Bersaglio la scuola primaria. E non solo.
Il maestro unico! Ma che bella figurina!
Il ritorno del maestro unico

Sui libri di testo
Discussioni varie su quello che esiste e su come utilizzarlo: 1, 2, 3, 4

Sul ritorno ai voti
La dittatura dei numeri

Sull’educazione civica
Cosa ne pensa la prof
Cosa ne pensa l’autore di un testo

Cosa dicono gli studenti
Dal forum di studenti.it

Cosa dicono i sindacati (sob!)
Cosa aspetta il sindacato?
Uil-Scuola di Milano: netto no al maestro unico!

Unifichiamo le lotte
Sciopero 3 ottobre
Video Tg3 Nazionale, manifestazione del 9 settembre:
Napoli, Palermo, Palermo.

Appelli
Una campagna nazionale contro il ritorno al maestro unico
Appelli: Scuola Pubblica, un bene comune in grave pericolo

Calendario scioperi, manifestazioni, convegni, cortei…

I numeri della Gelmini

Maestro unico, precari e stipendi, blocco delle adozioni e libri digitali.
Del [vero] perché di tante cose.

Ogni giorno una novità salvifica

Di Michele Serra (e non avevo dubbi) il miglior articolo sulla scuola di questi giorni.
Riporto un paio di citazioni, il testo completo è QUI.

La passione e la vocazione, da sole, non bastavano nemmeno a tenere insieme la scuoletta del Regno, dove pure il maestro e il professore godevano della venerazione di un popolo ancora semianalfabeta: figuriamoci oggi, che l’ intero apparato pubblicitario-televisivo (se il ministro non ne ha mai sentito parlare, chieda al suo premier) ha inculcato in grandi e piccini l’ idea che i quattrini sono tutto, e tutto il resto è appena una variabile di scarso interesse. Gli analfabeti si prostravano ai maestri, gli attuali analfabeti di ritorno li disprezzano. La seconda intenzione sarebbe ridare alla scuola pubblica la sua vecchia, indiscussa centralità ideologica (sì, ideologica) che è tutt’ uno con la sua identità, sostanzialmente immutata dal Regno al fascismo alla Repubblica: quella di cardine formativo di un popolo, di uno Stato, di una comunità di cittadini.

[…]

Gli insegnanti si sentono soprattutto sgridati, accusati di essere impreparati, sciatti, assenteisti e magari meridionali. E il loro essere malpagati, secondo lo spirito dei tempi appare più come una colpa che come un torto subito. Avrebbero bisogno dell’ esatto contrario: di un ministro che batta i pugni sul tavolo e pretenda risorse, quattrini e rispetto in pari misura. Un ministro che sia il primo dei docenti e non la loro controparte. Come può pretendere rispetto e stima dagli studenti una scuola che non ha più il rispetto e la stima dei politici che la reggono?

Meritocrazia: il farmakon della Gelmini

Segnalo questo comunicato pubblicato da ForumInsegnanti.
È bene tenere un occhio desto anche in estate 😉

Argomento: Informazioni utili ai docenti
di Forum Insegnanti
3 luglio 2008

L’attacco concentrico mosso alla scuola pubblica da almeno tre ministri del governo: Tremonti, Brunetta, Gelmini (non è casuale l’ordine di citazione, ma vuol essere emblematico dell’asservimento dell ‘istruzione e delll’educazione alle logiche del mercato e dell’organizzazione del lavoro in senso aziendalista) anticipato da una martellante propaganda diffamatoria […]

[…] il taglio di centinaia di migliaia di posti nella scuola da qui al 2011, attribuisce un forte potere sanzionatorio al ministro dell’istruzione nei confronti dei dirigenti ministeriali e scolastici che non fossero ligi nel fare i tagli di spesa, i quali potrebbero essere in prima istanza richiamati, vedersi sospesa… […]

L’articolo completo è pubblicato qui.