Nullus amicus magis liber quam liber


Un appello al mondo della cultura da parte dell’associazione Liber Liber per il Progetto Manunzio.

“Attorno al progetto Manuzio, e col fine principale di promuoverne e sostenerne lo sviluppo, è nata l’associazione culturale senza fini di lucro Liber Liber, dalla quale proviene questo appello.

Quello che chiediamo al mondo della cultura è innanzitutto di comprendere l’iniziativa, la sua importanza, le sue potenzialità. Già adesso, attraverso il progetto Manuzio, i dipartimenti di italianistica di numerose università possono disporre in maniera immediata e gratuita di testi essenziali per il loro lavoro didattico. Lo stesso vale per molti nostri connazionali residenti all’estero, che hanno a volte scarsissime possibilità di procurarsi testi in italiano, o per persone che iniziano, anche privatamente, lo studio della nostra lingua. E questi non sono che alcuni fra i casi possibili.

Chiediamo poi, a chi può, di aiutarci. Naturalmente ci sono le tradizionali forme di aiuto ‘materiale’ – ad esempio una donazione a favore Liber Liber. Ma un aiuto altrettanto prezioso è quello di chi può fornire dei testi. Ecco perché rivolgiamo un appello particolare agli autori (nel caso di testi ancora soggetti a diritti) e alle case editrici.
[…]
Siamo consci del fatto che le edizioni di opere ‘classiche’, non più soggette a diritto d’autore, costituiscono una fonte di reddito preziosa e insostituibile per moltissime case editrici, e che l’idea di una diffusione totalmente libera di questi testi possa essere considerata come una sorta di pericolosa ‘concorrenza sleale’. Ma siamo sinceramente convinti che si tratti di una valutazione miope, sbagliata. Nella maggior parte dei casi, il testo elettronico non sostituisce e non può sostituire il libro – e spesso può trasformarsi in un incentivo all’acquisto del libro.”

iLiad? sì grazie!

Qualcuno di voi ricorderà il post “Kindle? no grazie.“, nel quale spiegavo come la gestione dei formati proprietari non fosse la migliore delle scelte possibili.
L’iLiad legge i pdf, formato nato proprietario, diventato da standard de facto, e ora diventato standard ISO, quindi come dire… liberalizzato. E non vi paia, la questione, una diatriba di tipo sociale e politico: è estremamente pratica.
Quindi l’iLiad, è oggetto appetibile, anche se il costo è ancora altino.
Volete saperne di più? leggete “QUI.
Se poi fate una ricerce in rete trovate parecchie recensioni.
E se volete addirittura PROVARLO GRATIS per una settimana… potete iscrivervi QUI (ma dovete avere un blog eh! :D)

Via >Gattopazzo.

Facciamo un sessantotto.

Anche a me, come alla stella nazionale, piacerebbe portare indietro l’orologio della scuola. Non di tanto… giusto 40 anni, ma mi potrei accontentare di 32 – fate un po’ il conto.
Non avevamo internet, ma le informazioni arrivavano perché c’erano orecchie per sentire. Non c’erano blog, ma i ciclostili bastavano perché c’erano occhi per vedere.
E avevamo qualcosa che ora non abbiamo più, e non manca solo tra le nuove generazioni, ma è andata perduta anche quella che c’era fra noi, noi (quasi) vecchi. Parlo della coesione.
Mica che si fosse tutti d’accordo, no no.
C’erano i rossi, i neri e i bianchi, e si litigava anche all’interno della stessa fazione.
La coesione, dicevo. Quella che ci permetteva di litigare, appunto, senza perdere di vista gli obiettivi, quella che c’era non solo tra noi studenti, ma anche tra, e con, gli insegnanti e la classe operaia (cioè i genitori).
L’abbiamo persa noi, quelli della nostra generazione intendo, e quindi non abbiamo potuto trasmetterla ai nostri figli, ai nostri allievi. Complice l’allure da sfigati che lo yuppismo ha incollato agli ex sessantottini.
E ora?
Non basta più un nemico comune, specialmente se non lo si riconosce. Ed è facile non riconoscerlo perché non solo, come prevedibile, cambia faccia ad ogni passaggio, ma anche perché, per la prima volta forse, ha perso i contorni e pure i confini. Il nemico si muove sul terreno sempre più ampio della globalizzazione e noi su quello sempre più stretto, e misero, dell’individualismo.

Comunque, visto che questo è un blog di risorse per la scuola vi propongo una bella serie di link.
Così, nonostante quello che ho scritto, non potrò essere accusata di disfattismo: son vent’anni almeno che non è più considerabile capo d’accusa, ma io spero sempre che qualcuno si ricordi di cosa vuol dire, e che magari lo spieghi a figli e allievi.
Già che ci sono oso sperare anche qualcosa di più, spero che andiate a leggere gli articoli che segnalo: stampate, ciclostilate, ditribuitene tutti.
Diamoci da fare perché altrimenti, a proposito di merito, avremo davvero quello che ci meritiamo.

Sulla scuola
La scuola non è monnezza
Moralmente turpi

Sulla Gelmini
Così la Gelmini diventò avvocato…
La Gelmini avvocato in Calabria
Il Mistero Gelmini
La tavola rotonda rosa

Dalla Gelmini
Gelmini: la politica sulla scuola ha rubato il futuro della mia generazione
I precari non sono un problema mio

Alla Gelmini
Il Sessantotto e le ragioni del ministro Gelmini
Caro Ministro Gelmini
L’Ocse sbugiarda la Gelmini: ottima la scuola elementare
Il 97% per le spese del personale? Non è vero

Sulla riforma in generale
Michele Serra su la Repubblica
Sul [vero] perché di tante cose
L’idea di Riforma Gelmini è l’infeudalizzazione della scuola
La Gelmini, Tremonti e il pretesto del ’68
I diversivi della Gelmini e i tagli di Tremonti
2008 – 1902. Ovvero “Dimmi quando, quando, quando”

Sui grembiuli (problema di poco conto, vero)
Giusto una vignetta

Sul maestro unico
Bersaglio la scuola primaria. E non solo.
Il maestro unico! Ma che bella figurina!
Il ritorno del maestro unico

Sui libri di testo
Discussioni varie su quello che esiste e su come utilizzarlo: 1, 2, 3, 4

Sul ritorno ai voti
La dittatura dei numeri

Sull’educazione civica
Cosa ne pensa la prof
Cosa ne pensa l’autore di un testo

Cosa dicono gli studenti
Dal forum di studenti.it

Cosa dicono i sindacati (sob!)
Cosa aspetta il sindacato?
Uil-Scuola di Milano: netto no al maestro unico!

Unifichiamo le lotte
Sciopero 3 ottobre
Video Tg3 Nazionale, manifestazione del 9 settembre:
Napoli, Palermo, Palermo.

Appelli
Una campagna nazionale contro il ritorno al maestro unico
Appelli: Scuola Pubblica, un bene comune in grave pericolo

Calendario scioperi, manifestazioni, convegni, cortei…

I numeri della Gelmini

Maestro unico, precari e stipendi, blocco delle adozioni e libri digitali.
Del [vero] perché di tante cose.