25 aprile, un giorno per fare la Storia

È importante tramandare la memoria, insegnare che la Repubblica democratica e la Costituzione Italiana sono nate dall’antifascismo e dalla Resistenza.
È necessario insegnare che anche in tempo di pace non bisogna mai smettere di combattere: bisogna resistere allo sbiadirsi naturale dei ricordi, ma anche contrastare chi lavora per cancellarli, chi sminuisce la Resistenza, chi nega lo sterminio o chi contrappone al regime nazista/fascista altri colori con altri orrori come se servisse a livellare, a giustificare.
Bisogna insegnare che quello che a noi pare passato, in altri luoghi del nostro pianeta – sempre più piccolo – è più che attuale, e l’orrore si rinnova ogni giorno.

Ecco un elenco di risorse alle quali attingere

  • Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) è un ottimo sito da quale partire: ospita moltissimo materiale ordinato anche cronologicamente.
  • Il portale della guerra di liberazione.
  • Il sito dell’INSMLI, Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia, fondato da Ferruccio Parri nel ’49. L’istituto svolge attività di formazione e aggiornamento per gli insegnanti.
  • Non tralasciamo wikipedia, voce “Resistenza italiana”.
  • Nel sito del Quirinale troviamo il testo della Costituzione.
  • Il sito della Fondazione Istituto Gramsci.
  • Qui una raccolta di canti della Resistenza.
  • Qui un ipertesto sui campi di concentramento e sterminio nazisti
    e qui il sito dell’ANED, Associazione Nazionale ex Deportati nei campi di sterminio (presente un’area didattica).
  • Qui un tour virtuale ci porta a scoprire i campi di concentramento in Germania.
  • Un campo di concentramento in Italia: la Risiera di San Sabba.
  • Una pagina sul neofascismo in Italia (dal dopoguerra in poi).
  • Una sezione didattica anche sul sito dell’archivio nazionale cinematografico della Resistenza (ANCR).
  • Per i più piccoli sul sito del Girandolaio :

in ultimo vi copioincollo, quale spunto di riflessione, una parte di un articolo di Sergio Ricaldone:

[…]
Gli eredi dei fucilatori di Salò hanno purtroppo trovato una sponda morbida e disponibile: il buonismo storiografico dilagante rimuove l’antifascismo quale chiave di lettura del ‘900 e propone invece, a partire dai nuovi testi scolastici, memorie simmetriche e compatibili che, passo dopo passo, equiparano vizi e virtù di vincitori e vinti di tutte le epoche.

Un tritacarne micidiale dal quale esce un osceno impasto bipartisan che mette sullo stesso piano assalitori e difensori della Bastiglia, comunardi e reazionari di Versailles, difensori ed aggressori di Stalingrado, Gap di via Rasella e torturatori di Villa Triste, resistenti algerini e parà francesi.
Osserviamo esterrefatti una ipocrita autocritica che per rimediare ai presunti “eccessi” compiuti dalla Resistenza manifesta disponibilità ad avviare un processo di speculare riconoscimento e di mutua legittimazione tra fascisti rimasti tali ed antifascisti diventati ex.

Si accetta pertanto di intitolare qualche piazza ai “martiri fascisti della foibe”, si critica la cultura antifascista che avrebbe “angelizzato” la resistenza, si addebita alla guerriglia partigiana il culto della violenza, si accetta il teorema della “guerra civile” anziché quello di guerra di liberazione dall’occupazione straniera.
E così gli alleati neri dei massacratori di Marzabotto, di S. Anna di Stazzema, di Boves, delle Fosse Ardeatine, di piazzale Loreto e della risiera di S. Sabba incassano soddisfatti un regalo inaspettato dai loro ex nemici e rilanciano la posta.

[…]
Il mantenimento di questa memoria è un obbligo morale e politico che abbiamo con i popoli ed i movimenti che ancora oggi lottano in più parti del mondo contro la barbarie imperialista.
Dalla Palestina all’Iraq, alla Colombia la nozione di resistenza mantiene intatti tutti i valori che esprime ed è un diritto pienamente riconosciuto e legittimato dalle Nazioni Unite.
[…]
Non si tratta solo di difendere il diritto di festeggiare il 25 aprile che il governo Berlusconi vorrebbe cancellare, o di esigere il rispetto della verità sui libri di storia.
Dobbiamo anche ricostruire il nesso, il rapporto esistente tra le ragioni sociali, politiche e morali della lotta di allora e quella che l’evoluzione storica e politica ci obbliga a combattere oggi e domani contro le nuove forme di dominio e di sopraffazione.

5 Risposte

  1. …È necessario insegnare che anche in tempo di pace non bisogna mai smettere di combattere…

    Ben detto!

    grazie per le risorse🙂

  2. grazie!
    una bella raccolta (questo post, ma anche tutto il blog), ci tornerò!

  3. Grazie per tutti i collegamenti. Sono in seconda, ma serviranno in futuro (e un po’ già adesso, perché no?)

  4. grazie a voi🙂
    tornate a trovarmi!

    @lavostraprof: la r-esistenza deve entrare per osmosi, un concetto dopo l’altro, sin dalla prima infanzia😀
    tutto può essere d’aiuto, anche un telefilm western, un film di fantascienza o un semplice cartone animato.
    abolirei i simpson però.

  5. […] su internet informazioni sulla Resistenza, ho trovato un post dal titolo “25 aprile, un giorno per fare la storia” (e’ bellissimo anche il blog, che si chiama “Faraona”). L’autrice scrive: “È […]

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