Mondadori e libri “pacco”

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Nel post precedente ho promesso che avrei scagliato un altro anatema.
Devo confessare che questa volta lo faccio più volentieri (deducete pure).
Andiamo a parlare di libri gratis, di testi che non sono più soggetti a diritto d’autore e che, quindi, in rete si trovano facilmente.
La Mondadori ha messo a disposizione degli utenti una manciata di testi da scaricare gratuitamente.
Il problema è il formato: sono dei *.lit e la scelta è quantomeno discutibile perché è un formato che chi non usa piattaforme microsoft non può leggere.
Il punto *.lit è un formato proprietario tanto quanto il *.pdf (adobe) ma, a differenza di questo, deriva da un formato open, il *.oeb.
Il reader è gratuito per tutti questi formati, ma il *.pdf è decisamente più diffuso e più utilizzato e leggibile anche da mele e pinguini.
Ci sono strutture (in particolare universitarie) che scelgono di utilizzare il *.lit proprio in quanto derivante da un formato open, facendo quindi una scelta apparentemente sociale/politica.
Scelta assurda, e falsamente ideologica, perché per appoggiare un formato open (che open non è più), si costringe la gente a utilizzare win e non il pinguino.
La Mondadori, invece, non ha nessun motivo ideologico per appoggiare l’open.
GIà stupisce che conosca la parola “gratuito”. E forse ha scelto il formato *lit proprio per il motivo opposto: appoggiare microsoft.
Ma forse no. Francamente mi è più facile pensare che sia una non-scelta dovuta a ignoranza e pigrizia… avranno avuto l’idea di metter su qualcosa per attirare allodole e avranno chiesto al primo smanettone di turno in ufficio di digitalizzare una decina di testi e “metterli su”: perché sprecare energie e soldi per qualcosa che non rende?
Anzi, se qualcuno pensa che i testi scaricati gratis siano “un pacco”, meglio, la prossima volta pagheranno più volentieri! 😀
Molto più seri quelli di liber liber che, pur non avendo alle spalle i capitali che ha la Mondadori, anzi, si basano sul volontariato, offrono i testi digitali in formati diversi, e ci spiegano pure cosa sono.
Per liber liber la libera diffusione dei contenuti è evidentemente la priorità, e si scannino pure gli altri con le imbecilli battaglie ideologiche o di mercato sui formati.

RAI: la nuova frontiera… dei cimiteri digitali.

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Che sia ben chiaro: con questo post non mi schiero contro il servizio pubblico.
Per par condicio in questi giorni scaglierò un altro anatema.
Per oggi la storia è questa: ficcanasando nelle biblioteche digitali capito qui.
Mmmm… menù ricco mi ci ficco, penso.
E penso male.
Gli articoli pubblicati risalgono quasi tutti a 10/12 anni fa.
Io sono andata a vedere “editoria elettronica” e “Bambini e tecnologie della comunicazione“: gli articoli più recenti risalgono al 1999.
In “Ipertesti” e “Giornalismo” ce ne sono un paio del 2001… tutto il resto è roba del secolo scorso.
In compenso, un refresh si e uno no, mi compare il banner RAI, che mi invita a scoprire le nuove frontiere del servizio pubblico.
Queste cose – e in rete ce se sono tantissime – mi sanno di progetti iniziati con finanziamenti pubblici e abbandonati quanto prima, una volta rendicontati. Paese di poeti, navigatori e santi gabbati.

Bulli & Bulle

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Da un punto di vista della psicologia sociale il bullismo è un evento di dinamica di gruppo con tre o più partecipanti. Se questa prospettiva è esatta, dovremmo mettere a fuoco non l’individuo che compie atti di bullismo, né la vittima individuale. È piuttosto l’osservazione del meccanismo inadeguato di interazione a rivestire grande importanza nel creare una cultura interattiva.
(Ferdinand Cuvaliuer).

Potete trovare qui un file .pdf che propone attività didattiche che permettono di sviscerare lo scenario del bullismo in modo ludico.
Le attività proposte (alcune formulate come giochi di ruolo) hanno come obiettivi il riconoscimento delle proprie emozioni e delle proprie caratteristiche, rafforzare l’autostima e il senso di responsabilità, sviluppare le abilità verbali e non verbali della comunicazione.
Bello e utile.

Tetris per l’Europa

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Un tetris in flash per ripassare la geografia dell’Europa.

Segnalato da paroleinrete 😉

Terremoto a scuola ;)

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L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, al fine di informare e sensibilizzare, ha creato e pubblicato alcuni strumenti divulgativi, ottimi ad uso didattico. Sono consultabili online o file .pdf scaricabili.
Molto belle, per esempio, le “geopagine”, locandine scaricabili e stampabili sulla scala mercalli, sul campo magnetico terrestre, su come si calcola l’epicentro di un terremoto ecc.
Molto utili gli opuscoli: “conoscere il terremoto” e “come comportarsi in caso di terremoto”.

L’italiano non è un’opinione

Warp9 si ribella.
Nn gli piace ki scrive con le k, ki giustifica con la dgtazione frettolos le abbr da sms.
Pare tt nasca dal commento 75 a questo post.
Anche io non amo chi brutalizza la lingua e, francamente, utilizzo la scrittura per “pesare” le persone: è uno dei miei metri di giudizio e, in rete, viene utile. È vero che la scrittura online, veloce e informale, giustifica il refuso, ma da come una persona scrive si intuisce l’età, il background, l’attenzione e il rispetto che ha verso chi legge. Il cosa scrive, poi, chiude il cerchio.
A questo proposito potete leggervi una gustosa “gramellinata”.

Qui un altro blog che tratta l’argomento:

A qualcuno danno un fastidio cane i xkè, i +ttosto, i -male mutuati dal linguaggio SMS, altri hanno messo su una campagna con tanto di banner “l´italiano non è un´opinione“, volta a promuovere l´uso corretto della lingua di Dante nella blogosfera. […]

Una sola domanda w9: perché un movimento che si propone di salvaguardare la lingua italiana nasce con un nome inglese?

In giro per labirinti…

Labirinto distrutto - Paul Klee - 1939

Il labirinto come simbolo, la sua storia, la matematica e… l’informatica.
E quache gioco 😀
Qui una ricerca scolastica sul labirinto nel medioevo.
Qui invece un bell’articolo sul labirinto nell’arte, dalla Creta minoica a Mario Merz.
Non perdetevi e tornate a trovarmi 😉