2000 anni di storia e non solo…

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Sanità e Scuola: covi di Streghe.

Dopo le tre “I” eccoci alle tre “S”.

Divide et impera, strategia intramontabile ed incredibilmente efficace: la conoscono tutti e nonostante questo ci cascano tutti.

Mettiamoli uno contro l’altro, dicono.
Ma chi? barbieri contro cartolaie? cubiste contro giardinieri?
No, bisogna creare una guerra che non sia di “categoria”, ma che sfrutti la categoria per penetrare bene nel terreno perché alla fine sia una guerra di tutti.
Sanità e Scuola: ecco.
Medici e infermieri contro tutti, insegnanti e dirigenti contro tutti e, massì, tanto è un classico e nessuno ci fa più caso, studenti contro tutti.
Può venir fuori così un bel pasticcio, una matassa senza bandolo, anche perché spesso chi è insegnante è anche genitore quindi… gli uni coincidono con gli altri.
E poi, dico, sono due settori non produttivi, che per chi si picca di dirigere uno stato come fosse un’azienda si possono ben sacrificare no?
Stupendo.
Una bella caccia alle streghe è quello che ci vuole.
I medici sbagliano, gli infermieri sono incompetenti, le strutture fatiscenti.
E a quegli insegnanti che si fanno riprendere con il cellulare e che scrivono sulle guanciotte degli allievi facciamo pure un po’ di pubblicità.

Se ti interessa approfondire leggi il fuori tema precedente.

Progetto novecento

“Coloro che possono farti credere assurdità, possono farti commettere atrocità ” Voltaire

Il sito nasce come lavoro didattico di un liceo internazionale torinese.
Copioincollo dalla presentazione del sito:

La finalità principale degli insegnanti promotori di questa iniziativa è quella di trasformare l’apprendimento della Storia in un processo di costruzione delle conoscenze che, partendo dalle fonti originali, permetta contemporaneamente di riflettere sulle condizioni che permettono – o non permettono – allo storico di salvaguardare la propria libertà di giudizio di fronte agli eventi di cui tratta.
Per raggiungere questo scopo, gli autori del progetto hanno ritenuto che il campo di ricerca più fecondo fosse la storia del Secondo Novecento, per la quale è ancora vivo oggi il problema della liberazione delle fonti dai processi di condizionamento politico e ideologico che hanno operato per tutto il periodo in esame.In quest’ottica, gli studenti del Liceo “Spinelli” sono chiamati ad offrire le loro competenze linguistiche nella traduzione dei documenti originali.

Il sito si propone come un “laboratorio aperto”, ogni elemento del quale può essere ampliato, corretto e integrato da tutti i componenti del progetto, e da quanti abbiano proposte o suggerimenti o dati da presentare. Nessuna pagina che qui compare è quindi definitiva, ed ogni elemento è offerto all’attenzione dei visitatori come spunto per critiche, discussioni e approfondimenti.

Una raccolta di schede, monografie e saggi.

In questo sito si possono trovare articoli e saggi, schede suddivise per periodi, artisti, luoghi.
La navigazione non è ottimizzata, ma i contenuti sono particolari e riservano qualche piacevole sorpresa.

Più morti per errore medico che in incidenti

Corriere della sera, 26 giugno 2007.

Remuzzi (Istituto Mario Negri): «Il rapporto è di due a uno negli Usa, e non c’è ragione per non pensare che sia così anche in Italia»

MILANO – Si rischia maggiormente la vita in una corsia d’ospedale che in un’autostrada affollata. […]
A dirlo è Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Bergamo, che a Milano ha partecipato a un convegno sul contenzioso tra medico e paziente, presieduto dal ministro di grazia e giustizia Clemente Mastella.
[…]
Non è allora un caso se nel mondo si moltiplicano le denunce ai medici: solo in Italia, dove secondo l’Organizzazione mondiale della sanità il sistema sanitario è tra i migliori al mondo, ogni anno sono 15 mila i medici che affrontano cause di risarcimento avviate dai pazienti.

l’articolo completo qui:
www.corriere.it

che fare?
no, il problema non è evitare i morti di troppo, il problema è ridurre i contenziosi, e la soluzione proposta consiste in due chicche:

1) «Bisogna innanzitutto curare solo chi è malato – ha detto Remuzzi – e solo con terapie di provata efficacia […]»

eccerto, curiamo solo i malati (!) almeno così evitiamo di ammazzare persone in salute.

2) Ma, soprattutto, deve cambiare il rapporto tra il medico e il paziente, in modo da distribuire tra questi due soggetti la responsabilità: «Il medico – ha concluso Remuzzi – dovrebbe essere un consulente, che spieghi al paziente tutti i vantaggi e gli svantaggi di un intervento, gli effetti collaterali, discutere dei possibili rischi. Ma è il paziente a dover decidere se farsi curare. Se si fa così, è più difficile arrivare ad una conflittualità».

Magari si riesce a farlo passare per suicidio assistito?

Ma insomma.
Non sarebbe più onesto, più sano, riconoscere ai medici il diritto di sbagliare?
Io passo un sacco di tempo della mia vita a rincorrere i miei sbagli, perché dovrei pretendere che un medico sia infallibile? certo, l’idea dell’errore medico è orribile, ma mi consola pensare che se fossi nata più di cento anni fa probabilmente sarei morta già molte volte e quindi, a colpi di antibiotici e miracoli scientifici assortiti, i medici mi hanno salvata – e hanno salvato i miei figli – più di una volta.
Allora mi dico che se la si smettesse una buona volta di pretendere l’infallibilità dei medici, se si accettasse serenamente l’idea dell’errore, diminuirebbero non solo i contenziosi, ma anche i morti: i controlli sarebbero aumentati, i protocolli diventerebbero più rigidi, l’omertà (si spera) debellata, e questo a tutto vantaggio dei pazienti.
Sì, forse i costi aumenterebbero, ma quanto costano 15.000 cause di risarcimento all’anno?
Sicuramente molto visto che sono quelle – e non la morte dei pazienti – che il ministro Mastella pare interessato ad evitare.

Vi chiedete cosa ha a che fare questo con la scuola?

Hello world!

Ciao a tutti 🙂