Militanza privilegiata :)

Non fraintendetemi, non intendo dire che la collega Marina Boscaino è privilegiata, ma che privilegiato è il suo punto di vista, essendo sia insegnante, sia giornalista.
Una militanza che va avanti da tempo su testate nazionali e altri articoli in rete e che ora ha il suo nuovo spazio su un blog: stampa non rassegnata.
Giustissimo, non [...]

Chi sono i grandi editori?

Grandi case editrici e piccoli editori, piccole case editrici e grandi editori.
Riflessione che nasce da un evento che non credo abbia precedenti nella storia dell’editoria italiana: l’editore Guaraldi regala tutti i suoi classici in versione cartacea ai licei che li distribuiranno gratuitamente agli allievi.
Fonti:
-Gli ebook, il Ddt, e un vero grande editore
-Un gesto d’amore verso [...]

La pluralità delle idee

  
Vi interessa portare in classe la prima pagina (pdf) di una manciata di testate diverse?
Le trovate QUI

Arriveranno gli ebook per la scuola?

arriveranno

Intanto le cose si complicano.

Prendono nomi diversi: chiamiamo ebook i pdf che ci sono (e che di digitale hanno solo la distribuzione se poi si finisce per stamparli…) e libri digitali

Tempo di adozioni, che fanno gli editori?

Divertente botta e risposta sul tema dell’editoria scolastica digitale.
In questo periodo volteggiano in sala insegnanti i rappresentanti delle case editrici.
Pagati per dirvi scemenze: se vi state chiedendo cosa pensano e cosa stanno combinando gli editori qui trovate un altro punto di vista.
E se vi intortano con la questione del blocco delle adozioni e vi dicono [...]

Un dono per le donne

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Dall’editore Mario Guaraldi un dono per l’8 marzo, festa… [continua]

L’editore che non teme la pirateria

I libri scolastici costano sempre di più e i [grandi] editori osteggiano gli e-book perché temono che finiscano duplicati e distribuiti illegalmente:

Chi sono quegli autori e quegli editori che possono autorizzare lo scarico?
Ethel Serravalle, consulente dell’Associazione Italiana Editori per il settore scolastico sostiene che la questione della pirateria è un nodo fondamentale da sciogliere per gli editori: “Devi tutelarti e tutelare tutti i soggetti che vanno tutelati, scaricare selvaggiamente è una soluzione basata sull’idea che il lavoro intellettuale non valga nulla” (da P.I)

Ma l’editoria scolastica digitale non deve temere la pirateria.

Navigando contro corrente l’editrice BBN ci spiega perché non la preoccupa che i file finiscano nei canali P2P, e sostiene che se un “pirata” preferisce scaricare un libro scolastico invece di un gioco… il libro gratis se lo merita. Leggi sul suo blog: “Il falso problema della pirateria“.

In effetti, naviganti e non, c’è da temere di più certi calamari giganti o i tentacoli lunghissimi di note piovre :D

Nullus amicus magis liber quam liber


Un appello al mondo della cultura da parte dell’associazione Liber Liber per il Progetto Manunzio.

“Attorno al progetto Manuzio, e col fine principale di promuoverne e sostenerne lo sviluppo, è nata l’associazione culturale senza fini di lucro Liber Liber, dalla quale proviene questo appello.

Quello che chiediamo al mondo della cultura è innanzitutto… [continua]

iLiad? sì grazie!

Qualcuno di voi ricorderà il post “Kindle? no grazie.“, nel quale spiegavo come la gestione dei formati proprietari non fosse la migliore delle scelte possibili.
L’iLiad legge i pdf, formato nato proprietario, diventato da standard de facto, e ora diventato standard ISO, quindi come dire… liberalizzato. E non vi paia, la questione, una diatriba… [continua]

Facciamo un sessantotto.

Anche a me, come alla stella nazionale, piacerebbe portare indietro l’orologio della scuola. Non di tanto… giusto 40 anni, ma mi potrei accontentare di 32 – fate un po’ il conto.
Non avevamo internet, ma le informazioni arrivavano perché c’erano orecchie per sentire. Non c’erano blog, ma i ciclostili bastavano perché c’erano occhi per vedere.
E avevamo qualcosa che ora non abbiamo più, e non manca solo… [continua]

I numeri della Gelmini

Maestro unico, precari e stipendi, blocco delle adozioni e libri digitali.
Del [vero] perché di tante cose.

Lezione di Inglese (x tutti)


Giancarlo Livraghi ha aggiornato e pubblicato in pdf il suo testo Ambiguità di alcune parole inglesi (sottotitolo: Trecentottanta esempi di errori di traduzione, difficoltà, incomprensioni, sciocchezze e bizzarrie). Un utilissimo ebook di 120… [continua]

Il mondo impazzisce per gli e-book

Il mondo cambia, gli editori ringhiano e la sinistra scavalca a destra.
Che i grandi editori, vedendosi minacciati dalle nuove tecnologie e dalle nuove emergenti realtà, si mettano a sproloquiare ringhiando cose alle quali non crede nessuno… bè, passi.
Che i giornali, legati a filo stretto, pubblichino i loro sproloqui… bè, passi.
Ma che la Garavaglia, sinistro* ministro ombra della Stella, se ne esca… [continua]

Osservatorio permanente… in sonno.

Io non so da chi sia finanziato (immagino dai soci dell’AIE, spero non con denaro pubblico), ma l’Osservatorio Permanente Contenuti Digitali è presentato sul sito… [continua]

Libri scolastici digitali: qualcosa si muove!

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Avevo già segnalato una nuova casa editrice (BBN) che pubblica e-book scolastici.
La questione dei libri di scuola digitali è da alcuni anni dibattuta su forum e blog, ma spesso la discussione – carta sì, carta no, peso e costi – si concentra sul fatto che le case editrici hanno poco interesse a pubblicare testi scolastici online e che questi resteranno un miraggio.
Quindi ben volentieri avevo postato a proposito di BBN, anche in virtù del fatto che pubblica contenuti con licenza Creative Common (e su questo blog, sapete, si segnalano risorse gratuite).
Posso anche spingermi a polemizzare sul fatto che non sia stata prestata da parte dei media alcuna attezione alla nascita di questa iniziativa ma, si sa, alcune notizie sono scomode ed è più facile seguire gli ordini di scuderia (e lapidare gli insegnanti).
Ho letto però in questi giorni che un altro editore ha pubblicato testi digitali.
Garamond infatti ha aperto una sezione con alcuni testi per le scuole superiori.
Bene, la storia si fa interessante, pare che si smuova un po’ il mercato :)
Può darsi che anche i colossi, ancora arroccati sulle loro posizioni, siano costretti a rinnovare i cataloghi, a vantaggio degli studenti e del bilancio delle loro famiglie – e forse anche della qualità.

Esaminiamo quindi da vicino le caratteristiche e le differenze tra le due offerte.
Infatti a prima vista potrebbero apparire concorrenti, ma vedremo che i due editori si muovono in modo diverso.

Per prima cosa noto che in entrambi i cataloghi non ci sono ancora molti testi (ma questo è accettabile, essendo novità) e che non ci sono testi in comune (cioè testi della stessa materia per lo stesso corso di studi).
Ma vediamo punto per punto:

I saggi:
BBN: per avere il saggio bisogna scaricare un foglio, compilarlo e spedirlo alla casa editrice, ci arriva il link con la password per scaricare il saggio completo.
Garamond: basta registrarsi e si può scaricare il file, ma di un solo capitolo.

Il peso dei file:
BBN: i testi sono divisi in moduli, i primi 4 moduli del testo di storia per licei – che corrispondono al programma del primo anno – pesano mediamente 1,7 mega.
Quindi tutto il testo (599 pag.) peserà approssimativamente 6,8 mega, per una media quindi di 0,01 a pag.
Garamond: un solo capitolo del testo di grammatica (94 pag) pesa 3,2 mega per una media di 0,03 a pagina.
Sembrerà un conto barbino, ma io che viaggio (mannaggia) con la 56k questi conti me li faccio, perché tre volte tanto significa che mi scarico 18 mega invece di 6… °_°
Segnalo anche che non è l’apparato iconografico a pesare di più nel testo di Garamond, perché è più ricco l’altro.

Il numero di pagine:
BBN: dichiara il numero di pagine per ogni file – pure per quelli gratuiti (e il peso nella pagina del download).
Garamond: non ci dice di quante pagine è composto il testo (e neanche quanto pesa).

Il prezzo:
Qui la differenza si fa importante: sebbene sia difficile fare un paragone tra i prezzi (anche perché non c’è corrispondenza fra i testi, non abbiamo il numero di pagine ecc…) risulta evidente che la politica applicata dalle due case editrici è concettualmente diversa.
BBN: stabilisce un prezzo per ciascun testo (dichiara che è circa il 50% in meno di un corrispondente testo tradizionale) e – qui la novità – rilascia per le scuole delle licenze collettive, come se i testi fossero un software, ad un prezzo ancora inferiore.
È possibile comunque acquistare il libro in modo autonomo, al prezzo dichiarato di copertina.
Garamond: ha stabilito un prezzo unico per ogni testo, indipendentemente dalla materia o dal numero di pagine. I testi costano poco: 9,90 euro l’uno, non sono previsti acquisti di classe.

La licenza:
Anche qui la differenza è di approccio.
BBN: rilascia i testi con una licenza collettiva (visionabile sul sito) che consente agli insegnanti di fotocopiare, duplicare, distribuire liberamente i contenuti.
Garamond: non fa cenno di questo, evidentemente l’approccio è ancora quello dell’editoria tradizionale.

Gli aggiornamenti:
È chiaro che, in entrambi i casi non si parlerà più di ristampe! evviva! :D
BBN: gli aggiornamenti sono gratuiti, segnalati sul sito e via mail agli insegnanti che hanno adottato.
Garamond: gli aggiornamenti sono gratuiti nell’arco dell’anno scolastico dell’acquisto.

I supporti free (approfondimenti e robe varie):
Entrambi gli editori mettono a disposizione contenuti aggiuntivi, ma:
BBN: basta registrarsi al sito e tutti i file free, di qualsiasi materia, sono scaricabili da chiunque.
Inoltre sono rilasciati con licenza Creative Commons, questo significa che se io prendo un file e lo pubblico sul mio blog, e ve lo faccio pure scaricare, devo solo citare la fonte (e non lucrarci, of course).
Garamond: gli approfondimenti sono free, ma solo per chi ha adottato il testo.
Anche qui, l’atteggiamento di Garamond mi pare ancora troppo legato all’editoria classica.
Penso che, in rete, si debba essere un pochino più… generosi :D

I testi:
Paragonare i testi da un punto di vista di qualità di contenuti è, almeno in questa fase, impossibile. Per prima cosa dovrebbero esserci due testi della stessa materia e poi, per poter fare un’analisi seria… dovrebbero essere della mia materia! :D
Quindi se fino ad ora ho riportato dati di fatto, su questo posso solo offrirvi la mia impressione:
BBN: I testi – lo leggo sul sito, ma basta scaricare il piano dell’opera di storia per rendersi conto – sono stati progettati per essere digitali. Sono modulari, componibili ecc.
Garamond: A me sembrano testi normalissimi, la lavorazione dei quali invece di arrivare alla tipografia si è fermata al file pdf.
Entrambe le case editrici utilizzano i link all’interno del testo, devo dire però che visivamente i testi Garamond sono decisamente più scarni.

In ultimo… il sito:
Mi sarebbe piaciuto analizzare per bene pure questo aspetto, ma non ho le competenze per farlo.
Anche da questo punto di vista ci sono molte differenze tra i due, ma non ci capisco molto di grafica, e neppure di webmarketing, e magari ci sono scelte dettate da motivi di questo genere che non riesco a comprendere.
Mi limito al visibile:
BBN: il sito è molto curato e si vede che è fatto da professionisti, però c’è molto materiale dentro e la navigazione è poco intuitiva.
Garamond: il sito è artigianale, ma pulito e immediatissimo, ai testi si arriva con un click.

Basta così: questo post mi ha portato via un pomeriggio intero, più di ricerca che di scrittura, ovviamente.
(ma l’avete davvero letto tutto? °_° vi prego, ditemelo: io non ci credo che qualcuno legga un post così lungo fino in fondo!)

Libertà di informazione, informazione per la libertà.

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È scaricabile, gratuitamente dall’home page dell’editore, il dossier sulla libertà di stampa creato per i ragazzi delle medie da BBN editrice.
Scrive il curatore…

Kindle? No, grazie.

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Amazon commercializza un lettore di testi digitali che presenta alcune novità rispetto ai prodotti già esistenti sul mercato, ma non sono, a mio parere, innovazioni che possano smuovere l’interesse verso questo tipo di tecnologia.
Questo oggetto, infatti, si propone di diventare l’iPod dei libri e tramite questo dispositivo si possono acquistare 90.000 titoli in formato elettronico a 9,99 dollari. In inglese, ovviamente, quindi noi non saremo certo un mercato interessante. Ma quello che non lo rende appetibile è il modo maldestro di affrontare l’annosa questione dei formati: è infatti vincolato ad un formato (DRM, proprietario) penalizzante: i pdf, per esempio, non li legge.
Chi è interessato alla questione dei formati può leggersi il post sulla Mondadori e i “libri pacco” dove avevo già sollevato il problema, agli altri basti la domanda: perché devo spendere 400 dollari (399) per poi poter leggere solo i testi acquistati da Amazon*?
Dovremo ancora aspettare un po’ prima di poter posare gli occhi su un lettore sicuri che non ce ne costi uno.
E poi questo ha un design trogloditico e, si sa (apple insegna), anche l’occhio vuole la sua parte – specialmente se dobbiamo spenderlo.

*+ giro su wikipedia offerto dalla casa, mentre per leggere i blog si paga °_°

Un cappio intorno al collo

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Questo blog non è una testata giornalistica, non è un prodotto editoriale, vuole essere solo una risorsa. Tra le tante.

Se in seguito ad una legge balzana non sarà più possibile (per me come per molti altri) proseguire… bè, sarà il male minore: brutti, assai brutti tempi si prospettano.

Leggere qui e qui.

Testi scolastici con licenza di copiare

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Letta nel blog TuttaCasa&Scuola.

Un nuovo editore sta pubblicando libri scolastici (medie e superiori) digitali.
La particolarità principale di questi testi sta nel fatto che non vengono venduti… (continua)