Didattica online: La Storia e i cattivi esempi.

Ovvero come non si devono realizzare siti didattici.

storia900

Parliamo di un corso di storia realizzato dal Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino con il sostegno della Fondazione per la Scuola della Compagnia San Paolo.

Il corso è stato anche pubblicato da la Repubblica.it e così recensito:

220 pagine di testo, oltre 500 immagini, un’incalcolabile serie di contributi sonori e 4mila link che aiutano a entrare nella storia del secolo senza muoversi da casa. Il tutto ispirato ad una sorta di manifesto programmatico: “L’obiettivo – spiega Lorenzo Caselli, presidente della Fondazione – è quello di sostenere le scuole italiane nel difficile cammino dell’autonomia e rappresenta un contributo per aiutare gli studenti a leggere criticamente ciò che del passato è incorporato nei fenomeni che ci circodano e, allo stesso tempo, a rendere più esplicito il legame tra storia e identità collettiva”

Ma non è tutto oro quello che luccica.
Il sito sembra vecchiotto (pare una di quelle robe in flash che andavano di moda sette o otto anni fa) ma è stato realizzato tra il 2006 e il 2007. Peccato perché un sito didattico dovrebbe essere “sempreverde” e, quindi anche potenzialmente aggiornabile (e questo non lo è).

La storia del Novecento è divisa in due sezioni:
I “totalitarismi” 1914-1945 e La “mondializzazione” 1945-1989.
Pur essendo diviso in moduli, sottomoduli e nodi tematici, il livello di approfondimento non è certo alto e lo sviluppo non è esauriente.
Il teoria potrebbe essere un buon punto di partenza per una dimostrazione in classe sulla ricerca delle fonti in rete, ma anche da questo punto di vista è un’occasione persa: le risorse esterne alle quali i link rimandano non sono scelte con cura, le fonti non sempre sono chiare.
La scelta di utilizzare flash per realizzare questo sito non ha giustificazione, e il suo utilizzo primitivo ne ha limitato molto la struttura, la navigazione è delirante e dispendiosa, i contenuti degni di un bignami.
Ma, essendo in flash, neppure uno studente lavativo può usufruirne: il copiaincolla per la ricerchina dell’ultimo momento non è possibile.
Insomma, risorse (tempo, soldi) sprecate.

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2 Risposte

  1. Dopo questa calorosa recensione sono andata a visitarlo – e ammetto che al tuo posto avrei usato ben altre parole. Comunque a Firenze abbiamo un detto che descrive bene la navigazione in questa tavanata galattica: “non trovare l’acqua in Arno”; fonti in inglese e francese, schemini fatti male, fonti che non esistono (ho provato ad andare ad ascoltarmi le 194 canzoni della Bella Epoque: “404 page not found”).

    A questo punto sorge spontanea la domanda: che fine hanno fatto i soldi stanziati per questa presa di giro? Il tempo di lavoro che ha richiesto è minimo, il programma ci dici che è arcaico… e allora cos’hanno fatto con i fondi?
    Ah, saperlo, saperlo!

    Murasaki

  2. Com’è che non mi consola sapere che i miei alunni non potranno fare il copia-incolla?

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