Più morti per errore medico che in incidenti
Corriere della sera, 26 giugno 2007.
Remuzzi (Istituto Mario Negri): «Il rapporto è di due a uno negli Usa, e non c’è ragione per non pensare che sia così anche in Italia»
MILANO - Si rischia maggiormente la vita in una corsia d’ospedale che in un’autostrada affollata. [...]
A dirlo è Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Bergamo, che a Milano ha partecipato a un convegno sul contenzioso tra medico e paziente, presieduto dal ministro di grazia e giustizia Clemente Mastella.
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Non è allora un caso se nel mondo si moltiplicano le denunce ai medici: solo in Italia, dove secondo l’Organizzazione mondiale della sanità il sistema sanitario è tra i migliori al mondo, ogni anno sono 15 mila i medici che affrontano cause di risarcimento avviate dai pazienti.
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che fare?
no, il problema non è evitare i morti di troppo, il problema è ridurre i contenziosi, e la soluzione proposta consiste in due chicche:
1) «Bisogna innanzitutto curare solo chi è malato - ha detto Remuzzi - e solo con terapie di provata efficacia [...]»
eccerto, curiamo solo i malati (!) almeno così evitiamo di ammazzare persone in salute.
2) Ma, soprattutto, deve cambiare il rapporto tra il medico e il paziente, in modo da distribuire tra questi due soggetti la responsabilità: «Il medico - ha concluso Remuzzi - dovrebbe essere un consulente, che spieghi al paziente tutti i vantaggi e gli svantaggi di un intervento, gli effetti collaterali, discutere dei possibili rischi. Ma è il paziente a dover decidere se farsi curare. Se si fa così, è più difficile arrivare ad una conflittualità».
Magari si riesce a farlo passare per suicidio assistito?
Ma insomma.
Non sarebbe più onesto, più sano, riconoscere ai medici il diritto di sbagliare?
Io passo un sacco di tempo della mia vita a rincorrere i miei sbagli, perché dovrei pretendere che un medico sia infallibile? certo, l’idea dell’errore medico è orribile, ma mi consola pensare che se fossi nata più di cento anni fa probabilmente sarei morta già molte volte e quindi, a colpi di antibiotici e miracoli scientifici assortiti, i medici mi hanno salvata - e hanno salvato i miei figli - più di una volta.
Allora mi dico che se la si smettesse una buona volta di pretendere l’infallibilità dei medici, se si accettasse serenamente l’idea dell’errore, diminuirebbero non solo i contenziosi, ma anche i morti: i controlli sarebbero aumentati, i protocolli diventerebbero più rigidi, l’omertà (si spera) debellata, e questo a tutto vantaggio dei pazienti.
Sì, forse i costi aumenterebbero, ma quanto costano 15.000 cause di risarcimento all’anno?
Sicuramente molto visto che sono quelle - e non la morte dei pazienti - che il ministro Mastella pare interessato ad evitare.
Vi chiedete cosa ha a che fare questo con la scuola?
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