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Un barcamp per i libri di scuola

Tecnologie da apprendere o tecnologie per apprendere?
Questo è il tema che mi piacerebbe fosse sviluppato al barcamp, programmato per il prossimo mese di maggio, sull’editoria scolastica.
Un tema che potrebbe trovare il suo spazio nel programma del gruppo D: “potenzialità del testo didattico digitale: superamento della questione peso/costo, e focus sulla collaborazione tra scuole ed editoria per la creazione di contenuti didattici che vadano oltre il consueto concetto di testo”.
Questa, in fondo, è la questione che più può interessare gli insegnanti – non che gli altri argomenti proposti siano da ignorare – perché il coinvolgimento delle scuole nella filiera produttiva dei libri di testo sarebbe una vera rivoluzione.
Altro che il pensiero sbrigativo della politica, che da una parte taglia senza criterio, ‘ndo cojo cojo e chi cojo cojo, e dall’altra propina contentini tecnologici, più come ottimi rimedi contro la noia che come ambienti formativi, spesso subiti come ineluttabili seccature con, in più, il sospetto di larvati interessi di bottega.
Insomma, un evento interessante, come i link proposti nella pagina dello SchoolBookcamp insieme al programma, indicazioni, notizie, e tabella iscrizioni.
Sponsor Adobe, Unplugged, Advidea,Language Point, Terenzuola.
Mi piace l’idea dello sciacchetrà.
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Arriveranno gli ebook per la scuola?

Intanto le cose si complicano.
Prendono nomi diversi: chiamiamo ebook i pdf che ci sono (e che di digitale hanno solo la distribuzione se poi si finisce per stamparli…) e libri digitali quelli che verranno, e che ancora s’ha da decidere come saranno, è spiegato meglio QUI.
Poi prendono vari colori: c’è chi litiga (roba da matti) sul fatto che gli ebook siano di destra o di sinistra, come raccontano QUI.
E su facebook dicono anche che sono pelosi, ah, no, quelli sono gli editori (da farsi un sacco di risate, uno s’è riconosciuto subito nella descrizione).
Però di sicuro dicono che (gli ebook) devono essere liquidi, ma le copertine rassicuranti. È scritto QUI.
Ma se volete sapere davvero che cosa sono un’analisi seria e dura la trovate QUI.
Se volete invece sapere cosa potrebbero essere (o diventare) tornate QUI.
Quando vi siete stufati di girare in tondo e volete tirar le somme… qualcuno l’ha già fatto per voi, QUI.
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Tempo di adozioni, che fanno gli editori?

Divertente botta e risposta sul tema dell’editoria scolastica digitale.
In questo periodo volteggiano in sala insegnanti i rappresentanti delle case editrici.
Pagati per dirvi scemenze: se vi state chiedendo cosa pensano e cosa stanno combinando gli editori qui trovate un altro punto di vista.
E se vi intortano con la questione del blocco delle adozioni e vi dicono che quello che scegliete ora ve lo dovete ciucciare per i 5/6 anni a venire… prendetevi il tempo di leggere bene la circolare.
E se pensate all’alternativa vi rimando a questo (vecchio, ma sempre attuale) post, con una raccomandazione: fate ricerche in rete e valutate la qualità di ogni prodotto, la fretta è cattiva consigliera.
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Tutti a casa mia.
Mariastella sta facendo un ottimo lavoro, picconando la pubblica concorrenza (per non parlare dell’Aprea), e quindi è ora di pubblicizzare un pochino l’Università per rampolli che il cavalier* sta progettando di aprire in autunno: 35 milioni di euro per acquistare una villa settecentesca, cento stanze per i rampolli, aula magna, 35 aule informatizzate e un parco enorme.
Come? Come far parlare di quel piccolo ameno paesino della Brianza? Come far percepire il prestigio della villa? Scegliendola come location per il G8.
*no, non ho dimenticato una “e”: cavalier inteso come haughty, disdainful, arrogant…e.
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Un dono per le donne

Dall’editore Mario Guaraldi un dono per l’8 marzo, festa della donna.
Free download direttamente dalla home.
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E poi si dice.

Avete presente quelle pubblicità che compaiono, piccoline e poco invadenti, sul frame destro delle pagine di facebook?
Un annuncio mi avvisa che se ho tra le zampe un bambino di età compresa tra i 5 e gli 11 anni sicuramente mi interessa questo.
Mi interessa sì, e sicuramente – mamme e maestre – piacerà anche a voi: contiene tantissimi giochi/test di matematica per i bambini, divisi per età e per argomento.
E poi si dice che facebook non serve a nulla: mio figlio ha finito di fare il furbo, parola di faraona.
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Festa del gatto

Lo sapevate che oltre alla festa della mamma, del papà e dei nonni… c’è anche la festa del gatto?
Bene, ora lo sapete
Wikipedia
articolo su la Repubblica
articolo su Rai news…
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Sguardi insoliti a Spoleto

Domani, 2 febbraio, chi abita a Spoleto (o chi ci passa per caso o incuriosito dall’evento) avrà modo di vedere opere fotografiche esposte all’aperto in spazi che solitamente espongono tutt’altro.
Un’occasione, per gli insegnanti della città, per portare i bambini/ragazzi a riflettere sullo sguardo che di solito si riserva a quello che abitualmente ci circonda.
Spazi insoliti per una mostra fotografica ospiterano le opere di Emanuele Nonni, invitando i passanti a rallentare, a fermarsi un attimo, a concedersi un istante per guardare. Opere che come unica cornice avranno quella del paesaggio al quale i cittadini sono già abituati, e che in questo modo viene ri-visto, ri-visitato.
Non è il pubblico quindi ad andare a visitare la mostra, ma sono le opere che vanno a far visita al pubblico, comparendo dove solitamente si trovano manifesti commerciali. Non un percorso stabilito ma un casuale incontro, e non necessariamente di tutte le opere. L’occhio si fermerà dove di solito scorre e troverà un messaggio emotivo invece di un messaggio pubblicitario.
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Materie scientifiche e buone pratiche

Frutto della collaborazione di enti e istituzioni di 5 paesi europei (Bulgaria, Francia, Italia, Germania e Portogallo) il portale Stella.
Il portale contiene iniziative realizzate dalle scuole di tutta Europa (inserite direttamente dagli insegnanti che le hanno realizzate). Un motore di ricerca consente di selezionare per paese (lingua), per materia (fisica, chimica, matematica ecc) e per destinatari (infanzia, primaria, secondaria, professionali ecc.).
Una sezione è dedicata alle buone pratiche, selezionate dal team di Stella, e ai casi di studio realizzati nell’ambito del progetto socrates corredati da video, interviste ecc…
Un forum (uno per ogni lingua) è pronto per accogliere commenti, esperienze, discussioni didattiche.
Nella press room si può scaricare la versione italiana della brochure dell’iniziativa.
Bisogna solo perderci un po’ di tempo…
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Didattica online: La Storia e i cattivi esempi.
Ovvero come non si devono realizzare siti didattici.

Parliamo di un corso di storia realizzato dal Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino con il sostegno della Fondazione per la Scuola della Compagnia San Paolo.
Il corso è stato anche pubblicato da la Repubblica.it e così recensito:
220 pagine di testo, oltre 500 immagini, un’incalcolabile serie di contributi sonori e 4mila link che aiutano a entrare nella storia del secolo senza muoversi da casa. Il tutto ispirato ad una sorta di manifesto programmatico: “L’obiettivo – spiega Lorenzo Caselli, presidente della Fondazione – è quello di sostenere le scuole italiane nel difficile cammino dell’autonomia e rappresenta un contributo per aiutare gli studenti a leggere criticamente ciò che del passato è incorporato nei fenomeni che ci circodano e, allo stesso tempo, a rendere più esplicito il legame tra storia e identità collettiva”
Ma non è tutto oro quello che luccica.
Il sito sembra vecchiotto (pare una di quelle robe in flash che andavano di moda sette o otto anni fa) ma è stato realizzato tra il 2006 e il 2007. Peccato perché un sito didattico dovrebbe essere “sempreverde” e, quindi anche potenzialmente aggiornabile (e questo non lo è).
La storia del Novecento è divisa in due sezioni:
I “totalitarismi” 1914-1945 e La “mondializzazione” 1945-1989.
Pur essendo diviso in moduli, sottomoduli e nodi tematici, il livello di approfondimento non è certo alto e lo sviluppo non è esauriente.
Il teoria potrebbe essere un buon punto di partenza per una dimostrazione in classe sulla ricerca delle fonti in rete, ma anche da questo punto di vista è un’occasione persa: le risorse esterne alle quali i link rimandano non sono scelte con cura, le fonti non sempre sono chiare.
La scelta di utilizzare flash per realizzare questo sito non ha giustificazione, e il suo utilizzo primitivo ne ha limitato molto la struttura, la navigazione è delirante e dispendiosa, i contenuti degni di un bignami.
Ma, essendo in flash, neppure uno studente lavativo può usufruirne: il copiaincolla per la ricerchina dell’ultimo momento non è possibile.
Insomma, risorse (tempo, soldi) sprecate.
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Porte aperte sul web

Cito dal “chi siamo”:
La Comunità di Pratica di Porte Aperte sul Web è formata da docenti delle scuole lombarde, che condividono l’esigenza di fare parte di un ambiente basato sui principi fortemente collaborativi e di condivisione delle conoscenze e delle competenze nell’ambito della comunicazione web.
Fedele ai suoi motivi ispiratori, è aperta sia a docenti ed operatori scolastici di altre Regioni sia ad appassionati e studiosi che, a vario titolo, condividono la comune aspirazione nei confronti di un web universale ed aperto alla diffusione di conoscenze e competenze, considerandola come premessa per l’arricchimento formativo ed informativo della comunità.
E c’è anche il blog.
Segnalazioni di eventi, blog scolastici, notizie dal mondo dell’accessibilità e della scuola
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Un ɐıɔsǝʌoɹ ɐllɐ opuoɯ

Bellissimo, bellissimo, bellissimo.
Curato nei minimi particolari il VERO sito della pubblica (d)istruzione.
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Corso gratuito online

Corso on line: La sicurezza delle reti informatiche
Destinatari:
Il corso è rivolto a dirigenti, docenti e personale Ata delle scuole del territorio responsabili della gestione della rete informatica della propria scuola i quali si trovano a gestire una rete di calcolatori con condivisione di documenti e dati sensibili importanti in cui è fondamentale preservare l’integrità dei dati e delle informazioni.
Prerequisiti
Per seguire con profitto il corso è necessario possedere delle buone conoscenze sull’utilizzo del computer e nozioni di base sul funzionamento delle comunicazioni fra computer. Sono requisiti preferenziali ma non indispensabili la conoscenza dei principali servizi Internet ( web server, posta elettronica).
Tutte le informazioni QUI
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Tutti al museo

Museionline, frutto di una partnership tra Microsoft e Adnkronos Cultura, raccoglie informazioni costantemente aggiornate su oltre 3.500 musei. Il sito nasce con l’obiettivo di valorizzare e promuovere nel mondo il patrimonio culturale italiano. Oltre a dettagliate informazioni di servizio su ogni singolo museo, il sito fornisce informazioni su eventi culturali e artistici e aggiornamenti su novità e iniziative culturali, mostre e sulla realtà museale italiana.
Testo tratto dalla presentazione del sito.
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Dipingere come Pollock

Di Miltos Manetas: un click per cambiare colore, space per cancellare tutto e ricominciare da zero.
Da provare ![]()
Dipingi anche tu.
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L’editore che non teme la pirateria

I libri scolastici costano sempre di più e i [grandi] editori osteggiano gli e-book perché temono che finiscano duplicati e distribuiti illegalmente:
“Chi sono quegli autori e quegli editori che possono autorizzare lo scarico?“
Ethel Serravalle, consulente dell’Associazione Italiana Editori per il settore scolastico sostiene che la questione della pirateria è un nodo fondamentale da sciogliere per gli editori: “Devi tutelarti e tutelare tutti i soggetti che vanno tutelati, scaricare selvaggiamente è una soluzione basata sull’idea che il lavoro intellettuale non valga nulla” (da P.I)
Ma l’editoria scolastica digitale non deve temere la pirateria.
Navigando contro corrente l’editrice BBN ci spiega perché non la preoccupa che i file finiscano nei canali P2P, e sostiene che se un “pirata” preferisce scaricare un libro scolastico invece di un gioco… il libro gratis se lo merita. Leggi sul suo blog: “Il falso problema della pirateria“.
In effetti, naviganti e non, c’è da temere di più certi calamari giganti o i tentacoli lunghissimi di note piovre
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Nullus amicus magis liber quam liber

Un appello al mondo della cultura da parte dell’associazione Liber Liber per il Progetto Manunzio.
“Attorno al progetto Manuzio, e col fine principale di promuoverne e sostenerne lo sviluppo, è nata l’associazione culturale senza fini di lucro Liber Liber, dalla quale proviene questo appello.
Quello che chiediamo al mondo della cultura è innanzitutto di comprendere l’iniziativa, la sua importanza, le sue potenzialità. Già adesso, attraverso il progetto Manuzio, i dipartimenti di italianistica di numerose università possono disporre in maniera immediata e gratuita di testi essenziali per il loro lavoro didattico. Lo stesso vale per molti nostri connazionali residenti all’estero, che hanno a volte scarsissime possibilità di procurarsi testi in italiano, o per persone che iniziano, anche privatamente, lo studio della nostra lingua. E questi non sono che alcuni fra i casi possibili.
Chiediamo poi, a chi può, di aiutarci. Naturalmente ci sono le tradizionali forme di aiuto ‘materiale’ – ad esempio una donazione a favore Liber Liber. Ma un aiuto altrettanto prezioso è quello di chi può fornire dei testi. Ecco perché rivolgiamo un appello particolare agli autori (nel caso di testi ancora soggetti a diritti) e alle case editrici.
[...]
Siamo consci del fatto che le edizioni di opere ‘classiche’, non più soggette a diritto d’autore, costituiscono una fonte di reddito preziosa e insostituibile per moltissime case editrici, e che l’idea di una diffusione totalmente libera di questi testi possa essere considerata come una sorta di pericolosa ‘concorrenza sleale’. Ma siamo sinceramente convinti che si tratti di una valutazione miope, sbagliata. Nella maggior parte dei casi, il testo elettronico non sostituisce e non può sostituire il libro – e spesso può trasformarsi in un incentivo all’acquisto del libro.”
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iLiad? sì grazie!

Qualcuno di voi ricorderà il post “Kindle? no grazie.“, nel quale spiegavo come la gestione dei formati proprietari non fosse la migliore delle scelte possibili.
L’iLiad legge i pdf, formato nato proprietario, diventato da standard de facto, e ora diventato standard ISO, quindi come dire… liberalizzato. E non vi paia, la questione, una diatriba di tipo sociale e politico: è estremamente pratica.
Quindi l’iLiad, è oggetto appetibile, anche se il costo è ancora altino.
Volete saperne di più? leggete “QUI.
Se poi fate una ricerce in rete trovate parecchie recensioni.
E se volete addirittura PROVARLO GRATIS per una settimana… potete iscrivervi QUI (ma dovete avere un blog eh!
)
Via >Gattopazzo.
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